Il Comandante Slim ha preso il volo!

 

Probabilmente questa espressione lo avrebbe fatto sorridere. Era avvezzo ai giochi di parole, alle battute e alle rime, aveva la parola e la penna sempre pronte, uno spirito vivace e originale.

Aristide Leali se ne è andato giovedì 13 ottobre, in silenzio, con il peso dei suoi 90 anni sulle spalle.

Anche se novantenne e con mille acciacchi dedicava ore delle sue giornate a parlare e scrivere e-mail agli amici, a dare consigli agli aeromodellisti sparsi per l’Italia. Non è stato solo uno dei fondatori nel primo dopoguerra del gruppo aeromodellistico di Jesi e successivamente della Vallesina, ma in primo luogo un pilota dell’aviazione civile e il pioniere del volo ultraleggero nelle Marche. Iniziando a staccare i primi passi da terra con lo Zoegling negli anni trenta, quando ancora era un ragazzo, ottenne il brevetto di pilota pochi mesi prima dell’entrata in guerra dell’Italia.

Alla fine del conflitto decise di dedicarsi al volo ultraleggero prima con l’autogiro e poi con l’ala di Rogallo, che si sarebbe evoluta nel giro di un decennio nel noto deltaplano. Negli anni settanta, su progetto dell’ingegnere aeronautico Walter Bagalini, si costruì in casa il famoso Leonardino (un deltaplano a motore con l’ala di Rogallo).

Parallelamente alla sua attività di pilota, si dedicò anche all’aeromodellismo, passando nel corso dei decenni dal volo libero, al volo vincolato circolare e già negli anni settanta fu uno tra i primi ad acquistare e utilizzare il radiocomando. Profondo sostenitore della “cloche” anche per il pilotaggio dei modelli, Aristide ha insegnato a costruire e a pilotare gli aeromodelli a due generazioni di aeromodellisti della Vallesina. Il Comandante amava trascorrere le serate dopo il lavoro a progettare e costruire i propri aeromodelli. Da bravo geometra qual’era disegnava prima su carta i suoi progetti, con dovizia di particolari, e poi li realizzava. E’ stato anche il primo, se non l’unico per molti anni, ad istruire i soci del Gruppo Aeromodellistico sulla teoria del volo.

Dalle sue mani uscirono modelli assolutamente originali, alianti e motomodelli canard, una riproduzione della “pou du ciel” di Mignet, svariati modelli uno diverso dall’altro con l’ala di Rogallo, e modelli a forma di gabbiano e anatra. Ha dedicato le sue ultime fatiche alla costruzione di un autogiro a pale controrotanti e lo ha persino collaudato lo scorso inverno.

Per il GAV la sua scomparsa rappresenta una grave perdita, con lui se ne vanno 60 anni di storia dell’aeromodellismo. Per tutti quelli che però l’anno conosciuto resterà vivo l’esempio di un uomo di un’umanità e integrità d’altri tempi.

GC